Thursday, April 15, 2010
Berlusconi e Fini vicini al divorzio?
Dopo il risultato positivo ( e un po' sorprendente) del Pdl alle ultime Elezioni Regionali ci si aspettava un periodo più sereno tra Fini e Berlusconi. Lo scenario politico italiano é cambiato evidenziando una Lega in piena crescita che ha fatto man bassa al Nord spazzando la sinistra ma anche una parte del Pdl. La cosa non preoccupa più di tanto Berlusconi perché sia lui che Bossi (tutta la Lega) hanno fatto una buona campagna elettorale per vincere e completare la rimonta sul territorio italiano. Fini e gli ex AN un po' son stati alla finestra a guardare senza crederci troppo (ma questo é un classico, fan sempre cosi!). Sorpresa! Il Pdl e la Lega han trionfato e l'equilibrio nella coalizione di Centro destra é cambiato pendendo verso la Lega.
Sicuramente a Fini cio' non é piaciuto. Si sarà sentito un po' nell'angolo con i suoi (pochi) fedelissimi e ha aspettato la prima occasione post elettorale per riprendere il suo "martellare" contro Berlusconi. L'occasione si é presentata con le riforme alle quali la Lega tiene molto, la Lega di Bossi sta mediando per conquistare più potere nei posti chiave dell'economia italiana (banche) e anche alla regia di città importanti come Milano.
Poteva Fini accettare tutto questo in silenzio? Certo che no! Il pranzo di oggi é stato l'occasione per un faccia a faccia teso (c'é chi dice tumultuoso) tra Berlusconi e lo stesso Fini con minacce di scissioni e gruppi autonomi che farebbero capo allo stesso Fini. Berlusconi si é preso 48 ore di tempo per riflettere, vedremo come andrà a finire.
A me sembra un po' come succede in certe aziende quando c'é un capo che ha potere e il suo vice che fa di tutto per sabotarlo pur di prenderne il posto. Sembra quasi una banale storia di rivalità interna dove c'é un popolo (quello italiano) a torto o a ragione che vuole il grande capo e non il suo vice, e il vice che incassa il colpo e si riorganizza fottendosene della volontà del popolo che ha votato. E' una partita tra l'esempio dell'antipolitica per il fare (Lega e Berlusconi) contro la politica che vive di sola politica!
A questo punto che scissione sia! Si proprio cosi', carissimo Silvio Berlusconi lo lasci andare per la sua strada Fini e i suoi pochi fedelissimi. Li lasci fare, Lei ha ancora i numeri per governare e poi per la sua successione pensi pure di prommuovere Roberto Maroni come suo erede perché il popolo italiano lo voterebbe!
Subscribe to:
Post Comments (Atom)



2 comments:
Sistemi a bipolarismo aperto SEMIALTERNO e non sistemi: quadriglie, troike ed autoreferenzialità chiusi e compressi!
Da come si stanno evolvendo le cose ovvero, le contraddizioni che si elevano anche all’interno delle maggioranze al governo, ulteriormente si evince l’incontrovertibile necessità di adottare un sistema elettorale che possa agevolare la determinazione di maggioranze più omogenee affinché diventino per dinamico affinamento sempre più omogenee questo è quanto col sistema elettorale SEMIALTERNO si propugna quale autoctona modalità affine alle italiche peculiarità.
Urge un sistema elastico flessibile ad assetto variabile necessario ad induttivamente ingenerare quel virtuoso sinergico dinamismo indispensabile a massimizzare governabilità-decisionalità e contestualmente poter coniugare rappresentatività ed economicità e che implementi una ricorsiva responsabile sussidiarietà affinché si possano dissipare quelle viziose speculative verticistiche autoreferenzialità.
Quindi, per non continuare a ricadere nei medesimi errori come da decenni accade, occorre promuovere un’efficacia “governance” e rendere efficiente l’“accountability”…correggendo quanto in corso declinandolo alle esigenze di quanto il nostro tempo reclama. La crisi recessiva in corso dovrebbe esserci di monito e permetterci di comprendere che la democrazia ed il mercato sono inscindibilmente facce della medesima medaglia che reclamano su entrambi i piani, regole “a reciproca modernizzazione” tali da permettere efficaci controlli nel mantenere costante e pervasiva la concorrenza in ogni dove ed ambito, sia verso l’interno che verso l’esterno in un implementare “asintote” processo indispensabile per poter risultare competitivi nella compagine mondiale.
Queste rappresentano le primarie modalità per dissipare deterrenze d’ogni ordine e fatta sia quelle del genere: monopoliste centriste ingenerate (da politici o partiti) quando si applicando modelli elettorali (centrifughi) filo proporzionalisti oppure ritrovarci prigionieri di quelle deterrenze indotte da duopoli a bipartitismo blindato ingenerate dai modelli elettorali centripeti – maggioritari giacché questi nel breve tempo, istituzionalizzandosi in altrettanto modo rendono sempre più autoreferenziale la casta in modo tale da permettersi di staccarsi dalla realtà che la circonda nello spazio temporale: l’astensionismo alle ultime elezioni ne è il più evidente sintomo di un malessere in continua pervasiva penetrazione alla faccia d’ogni retorica inclusività e senso d’appartenenza giocata sul fatto che la fuga presidenzialista potrebbe invertirne la rotta e risolvere l’italica peculiarità!?
Il tempo, e la situazione reclama d’ingenerare sistemico sinergismo attraverso modelli elettorali completi ed inediti quanto il SEMIALTERNO diversamente, l’impedimento diverrà di carattere strutturale e non si potrà che continuare a riprodurre scarsa competitività trasferendo per conseguenza continua inadeguatezze in tutta quella galassia di cui si compone: politics, policy and polity!
Allora, senza voler cambiare non possiamo permetterci di dichiararci d’appartenerne ad una democrazia matura quando nella sua applicazione per effetto della palese strutturale incompiutezza insita ancora negli stessi meccanismi delle leggi elettorali non potremmo evolvere. Ovviamente non per questi soli aspetti trattasi in quanto oltre all’improcrastinabile necessità di rendere completo “a bipolarismo concorrenziale aperto” il sistema elettorale urgono innovazioni applicando quanto da più tempo e più volte è stato ribadito ed elencato in ogni programma elettorale dalla stessa classe politica, elenco, problemi che restano tuttora lì, inevasi
inevasi dati dal dover:
Ridefinire i poteri tra Esecutivo e Parlamento e rafforzare il potere del governo sul processo legislativo ricorrendo anche a legge ordinaria o con modifiche dei regolamenti, senza il complesso iter delle riforme costituzionali per conferire al premier il diritto di fissare priorità per l’ordine del giorno, stabilendo l’obbligo del parere favorevole del Tesoro (e/o art. 81) su leggi che comportino aumenti di spesa o diminuzione di entrata, dando priorità e tempi certi per i progetti del Governo.
Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico all’effettiva democraticità all’interno dei partiti in coerenza a quanto attesta l’articolo 49 della ns Costituzione che attesta di riconoscere a tutti i cittadini il diritto di associarsi per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Occorre un concreto dimezzamento del pletorico numero dei Parlamentari a 300 alla Camera e 50 al Senato rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista dalla bozza Violante… un abbozza che umilierebbe il tanto vantato italico Europeismo!? Giacché basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento europeo le normative senza frenarne con la solita “nostrana retorica plutocratica” quelli opportuni adeguamenti! Invece, un netto dimezzamento numerico dimostrerebbe una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione dimostrando sensibilità nell’introdurre anche una reale “governance documentale” quanto già avviene in molti paesi del nord Europa al fine di rendere più efficiente l’organizzazione nel suo complesso giacché razionalizzando i flussi documentali si risparmiano economicamente fino al trenta percento. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così più imprenditore di se stesso, quali “civil prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” che avendo a cuore il proprio destino, intendono perseguire la propria realizzazione per riscattarsi: dal paternalismo discente, dalla pervasiva cooptazione e dal famelico familismo, ecc.
Rendere più specifiche le funzioni delle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale;
Altrettanto auspicabile risulta la riduzione dei lauti appannaggi rispetto ad ogni media dei “Parlamentari dell’Eurozone”;
Eliminazione del Quorum ai Referendum abrogativi ed introdurre “per equilibrio” anche il Referendum Propositivo!
Quindi, urgono innovative soluzioni capaci di rispondere alle contingenze, dato che sempre nuove richieste, istanze tendono accumularsi in conseguenza delle nuove tecnologie che ne accelerano sempre più i ritmi dei processi d’ampliamento a questa sempre più pervasivo coinvolgimento. Questo implica l’introduzione di sempre nuovi parametri che ne permettano appropriati adeguamenti con opportuni: protocolli, logos, paradigmi, ecc
La totalizzante multidimensionale convergenze sembra essere il nuovo paradigma che ci coinvolgerà sempre più prossimamente questo sta già accadendo vedonsi i mass-media con internet, ecc. Giacché ogni dove viene sempre più assorbito e, specialmente le front line ne vengono sempre più sollecitate, ineludibilmente, anche i meccanismi elettorali preposti alle elezioni delle rappresentanze politiche non possono esimersi od astenersi dall’aggiornarsi o per lo meno del rendersi complete!
Da questa premessa, implicito risulta la necessità d’acquisire sistema elettorale più equilibrato e completo rispetto alla solita ormai consunta in dotazione obsolescenza!
Pertanto, si propone d’acquisire il sistema SEMIALTERNO quale dispositivo più adeguato a coniugare a “check & balance criterio” una siffatta accelerata e sempre più cangianti realtà!
Post a Comment